LE BOTTEGHE DEGLI ARTIGIANI DEL BORGO

 

 

 

IL LEGNO

L'uomo da sempre ha saputo utilizzare con tecniche più o meno avanzate il legno sia come fonte energetica sia come materiale per realizzare beni. L'uomo primitivo usava il legno per difendersi, per cacciare, per scaldarsi ed erigere costruzioni. Acquisita l'esperienza nella lavorazione del legno iniziavano le costruzioni di mobili per arredo, utensili da cucina, tavoli e sgabelli sino ad arrivare alle sculture. La bottega del legno vuole rievocare parte di questi progressi, oggi possiamo ammirare creazioni come piatti, mestoli, pettini, mobiletti, piattaie, tavoli, panche e sgabelli oltre ad altri accessori.

LO SCALPELLINO

Questa bottega rappresenta nel mondo del legno quella che era l’attività dell’intagliatore, che creava sculture in legno raffiguranti stemmi, immagini sacre o oggettistica d'arredo. Lo scalpellino rappresenta lavorazioni sul tema degli stemmi dei comuni non trascurando l'opera eseguita su tavola di grandi dimensioni raffigurante l'ultima cena ed esposta nell'area museo. Altri manufatti elaborati sono il porta soprabiti, ceppi raffiguranti animali, immagini sacre e altro ancora.

IL FERRO

La produzione del ferro veniva in gran parte utilizzata per scopi bellici. Nel medioevo nascevano le botteghe del fabbro con il compito di costruire armi o attrezzi per l'agricoltura oltre a oggetti di uso domestico. Nella nostra bottega potremo rivivere i momenti della battitura del ferro dalla quale creare oggettistica di vario genere. Il ferro viene battuto tramite l'utilizzo del fuoco ottenuto da carboni ardenti posti nella fucina e alimentati dal soffio del mantice, le temperature raggiunte fanno si che il ferro si arroventi e possa di conseguenza essere battuto con appositi utensili e quindi sagomato. Un lavoro che richiede precisione oltre alla forza.

IL VETRO

I vetrai divennero famosi per l'uso del vetro nell'architettura, nelle ricche decorazioni a mosaico e dorature di oggetti in vetro. Le vetrate trovano il loro impiego nelle grandi cattedrali che richiedevano ampie superfici traforate dove la luce potesse filtrare. In Italia il centro più importante nella lavorazione del vetro fu Venezia, ove il vetro raggiungeva qualità di altissimo livello. Da qui nascevano i produttori di fiole ovvero di bottiglie di vetro. Nella nostra bottega possiamo rimirare decorazioni effettuate su spezzoni di lastre in vetro e altri oggetti utili alla costruzione di lampadari, specchiere e addobbi per la casa.

IL CUOIO

Sin da epoche lontane, il cuoio veniva impiegato in diversi settori quali il vestiario, la calzatura, i finimenti per gli animali. Per ripararsi dal freddo, ma ancor più per distinguersi nei vari ceti sociali, veniva utilizzato un giubbotto di pelle, la calzatura in pelle veniva utilizzata per cacciatori o armati così come per cinturoni, e altri oggetti d'abbigliamento. La lavorazione del cuoio seguiva l'andamento della moda tessile acquisendone pregi e valorizzandosi in tutta l'Europa. Nella nostra bottega si possono trovare diversi manufatti come scarselle (borsette), parapolsi, copricapo, la ciocia (scarpa), cinture e oggetti per la casa come svuotatasche, scacchiere, ecc.

LA CRETA

La creta, un impasto composto da argilla e acqua, è stata usata presso molte civiltà a scopi pratici per lavorazione di laterizi, ceramiche e sculture, lavorata artigianalmente e con le dita con il supporto di utensili in legno o in ferro. La creta lavorata, quindi modellata, viene posta in forni per fissarne la forma e da qui il nome di terracotta. Terracotta che viene utilizzata per arredi di interno come decorazioni o per la costruzione di manufatti che trovano il loro impiego maggiore nelle abitazioni e prevalentemente nelle cucine o nei bagni. Nella nostra bottega esistono diversi manufatti sia per la casa che per lo svago, piatti. bicchieri, caraffe, vasi, vasetti, fischietti, cavallini.

I COLORI

Nel medioevo, i pittori per i loro lavori avevano a disposizione una gamma limitata di colori, costosi e mutevoli nel tempo. La loro principale attività si manifestava nelle decorazioni religiose, in seguito divenne un mestiere per soddisfare le esigenze di nobili committenti. Il colore blu, l'oltremare prezioso deriva dal lapislazzulo, e l’azzurrite meno costosa dall’omonima pietra., Questi colori annoverati come nobili si trovano nelle pitture delle chiese, il colore rosso con l'azzurro posto su sfondi d'oro creava affascinanti composizioni cromatiche. I colori utilizzati sul vestiario rendevano l'abito di maggior o minor pregio. La nostra bottega mostra come si utilizzavano i colori.

LE ICONE

L'icona è una raffigurazione sacra dipinta su tavola prodotta nell'ambito della cultura bizantina e slava. Venivano utilizzate tavole in legno di tiglio o abete. Il lato interno presentava uno scavo chiamato scrigno, creando così bordi in rilievo che rappresentavano lo stacco tra il piano terrestre e quello divino in cui veniva posta la raffigurazione sacra.La teologia riteneva che le icone fossero opera di Dio realizzate mediante la mano dell'iconografo posto al suo servizio. Nella nostra bottega possiamo vedere come si realizzano queste tavole di pregiato valore artistico.

L’AMANUENSE

Nel medioevo, i pittori per i loro lavori avevano a disposizione una gamma limitata di colori, costosi e mutevoli nel tempo. La loro principale attività si manifestava nelle decorazioni religiose, in seguito divenne un mestiere per soddisfare le esigenze di nobili committenti. Il colore blu, l'oltremare prezioso deriva dal lapislazzulo, e l’azzurrite meno costosa dall’omonima pietra., Questi colori annoverati come nobili si trovano nelle pitture delle chiese, il colore rosso con l'azzurro posto su sfondi d'oro creava affascinanti composizioni cromatiche. I colori utilizzati sul vestiario rendevano l'abito di maggior o minor pregio. La nostra bottega mostra come si utilizzavano i colori.

LA CANDELAIA

Nel medioevo l'uso della candela di cera prevalse su quello della lanterna ad olio che richiedeva maggiori cure. La candela pertanto inizia a esser largamente usata nelle cerimonie religiose e in molte feste importanti come la Candelora. L'uso della candela veniva così introdotto anche nelle abitazioni soprattutto quelle dei nobili, nei castelli e nei monasteri. La candela serviva anche a scandire il tempo, ovviamente non erano precise ma utili in luoghi chiusi e per periodi più lunghi di quelli misurabili con le clessidre: venivano segnate dodici  tacche che corrispondevano più o meno alle dodici ore della giornata lavorativa.La nostra bottega mostra come veniva prodotta una candela.

LA TINTORA

La tintura è un’operazione che permette di dare o cambiare colore a per mezzo di un bagno liquido nel quale sono disciolti dei coloranti. Si applica a molti materiali come il cuoio, le pelli e il tessuto. Nel medioevo, grazie alla confraternita degli Umiliati la tintura iniziò a svilupparsi uscendo dall'ambito domestico, Corporazioni delle arti e mestieri permisero ai tintori di organizzarsi, creando regole e statuti a tutela del proprio lavoro. Le possibilità di tintura erano strettamente legate alla reperibilità in loco dei materiali utilizzabili, che condizionavano la scelta dei colori.

LA FIORAIA

L'erbario medievale accosta spesso le piante all’esperienza umana. L'abete nei paesi scandinavi veniva utilizzato nelle feste natalizie, l'albero della vita perindens protegge dal drago i colombi che vivono nella sua ombra, il frutto celeste dell'albero è la saggezza dello Spirito Santo ricevuto dall'uomo coi sacramenti. La betulla: i ramoscelli formavano lo scettro dei maestri di scuola, i rami venivano impiegati per calmare gli esagitati e frustare i delinquenti. Il cipresso sempreverde con il suo durevole legname è simbolo di longevità. Il garofano è fiore di Dio, fiordaliso l’immagine di Gesù che sconfigge il demonio, il giglio fertilità e bellezza. La nostra bottega li mette in mostra seguendo il ritmodelle stagioni.

IL TOMBOLO

La lavorazione del tombolo ha origini molto antiche, tanto da risalire al periodo della Magna Grecia. Alla fine medioevo i costumi e le abitudini stavano iniziando ad avere forti mutamenti, e bellissimi ricami ad adornare abiti maschili e femminili; così come per polsini e colletti, non meno pregiati erano i ricami posti sulle else delle spade. Le donne intente alla cura della casa svilupparono il ricamo del tombolo a fuselli, spesso chiamato a far risaltare una condizione di agiatezza della famiglia, che ne godeva su tovaglie, lenzuola, tende e molto ancora. Nella nostra bottega un esempio pratico di quest'arte.

IL RETICELLO

Il reticello è una tecnica di ricamo la cui trina (merletto) eseguita su tessuto viene lavorata ad ago. Le origini del reticello provengono dall'oriente, mentre in Italia venne inizialmente praticato a Venezia. Anche questo tipo di lavorazione trovava largo spazio nelle abitazioni, per decorare e rendere sempre più accogliente la propria dimora. Nell'evoluzione post medioevo diveniva uno strumento di lavoro e di ricchezza. Nella nostra bottega è possibile ammirare questo tipo di lavorazione nell’esempio pratico dell’arte.

IL MACRAMÈ

Un'arte antica di intrecciare i fili con i nodi, risalente al medioevo. Ornamenti e bordi intrecciati in macramè erano in uso su abiti e indumenti; questo tipo di lavorazione, estremamente forte e robusta fatta di fili annodati e non tessuto, non era tuttavia molto diffusa, la sua applicazione era considerata come decoro e finimento su tovaglie, asciugamani, borse tende e quant'altro potesse servire per abbellire la casa o gli indumenti, le cinture, le borse. Nella nostra bottega si può ammirare la lavorazione del macramè nell’esempio pratico di quest'arte.

L’ORAFO

Nella produzione orafa alto-medievale, gli artigiani producevano gioielli, articoli per la casa e arredi sacri. L’oreficeria è definita l'arte dei Re, in quanto il valore economico dei suoi prodotti è subordinato alla simbologia che i gioielli sono in grado di evocare. Gli uomini nobili ne facevano sfoggio su foderi delle spade, speroni, cinture e spille. Le donne in spille, collane, orecchini, braccialetti e anelli. Il gioiello più diffuso era la fibula, una spilla costituita da un anello con ago centrale e veniva utilizzata per bloccare mantelli.

LO SPEZIALE

Nel medioevo le due figure farmacista e medico iniziarono a differenziarsi e comparve lo speziale, che si occupava di preparare le medicine prescritte dal medico. In genere, lo speziale aveva una bottega dove vendeva non solo erbe medicinali e spezie ma anche profumi, essenze, carta, inchiostro e colori usati dai pittori. A lungo confusi con i droghieri, gli speziali ebbero a lottare per affermare i propri privilegi e la loro indipendenza. Per secoli editti reali e bolle pontificie dettero loro statuti che ne regolamentavano la formazione tecnica e l'esercizio delle funzioni.

LE ACCONCIATURE

Tra gli aspetti più volubili della storia umana, le acconciature variano nel corso dei secoli. Nel dodicesimo i capelli venivano semplicemente raccolti in trecce singole o doppie, mentre a posteriori l'acconciatura si fece più elaborata, e il volto delle donne veniva incorniciato con una treccia da un velo che passava sotto il mento e da una coroncina. I capelli venivano frequentemente nascosti da cappelli di origine nordica di varie fogge, con punte a corna che si proiettavano verso l'alto, col velo inamidato che talvolta scendeva sul viso.

I TRUCCHI

Nel medioevo gli abbellimenti corporei erano condannati dagli scrittori cristiani, ma di ritorno dalle crociate i cavalieri portarono dalle terre d'oriente i profumi, le spezie e le essenze. La più nota è l'acqua di rose, cui seguirono profumi alla violetta, alla lavanda e al fior d'arancio. Per colorire le guance le castellane usavano polvere di zafferano e per imbiancare il volto argilla polverizzata. Nella nostra bottega i trucchi si usano per gioco.

IL CERUSICO

La figura del cerusico compare nel corso dell'alto medioevo, epoca in cui l'attività chirurgica viene relegata nelle mani di figure minori, quali barbieri, norcini e ambulanti. Un atto operatorio che praticato a quei tempi senza alcuna anestesia e in condizioni igieniche precarie risulta cruento e rischioso tanto da esser ritenuto un atto indegno di un medico. Spesso i cerusici furono degli ottimi e provetti operatori in quanto quella chirurgia non richiedeva altro che velocità di esecuzione e manualità, la mancanza di cultura generale e medica non impedì a queste figure di raggiungere traguardi importanti.

LE RELIQUIE

Le reliquie conferivano importanza e autorità a chi le possedeva e verso l'anno Mille la riserva dei martiri si andava esaurendo, crebbe così la necessità di acquisire ovunque sacre spoglie. Costantinopoli, data la sua collocazione geografica di passaggio per la Terra Santa ne era piena, tanto da considerarla un enorme reliquiario presso cui rifornirsi in quantità notevole. I crociati alimentarono la riserva di reliquie, così come i pellegrini occidentali ove possibile riportavano in patria spoglie di Santi o parti di esse. Oltreché conferire autorità e potere le reliquie furono anche un investimento tanto da procurare denaro necessario alla costruzione di abbazie e cattedrali.

IL MANISCALCO

Il maniscalco è l'artigiano che esercita l'arte della mascalcia, ossia del pareggio e ferratura del cavallo e di altri equini domestici. Storicamente, l'arte del maniscalco si sovrapponeva a quella del fabbro e i ferri venivano forgiati al momento e su misura secondo la necessità dei cavalli. L'atto dell'applicazione del ferro non esaurisce il compito del maniscalco, infatti un'importante fase della ferratura è il pareggio, che consiste nell'asportazione dell'eccessiva crescita delle varie parti dello zoccolo rivolte verso il suolo. La ferratura viene applicata ai cavalli per consentirne il giusto appoggio sui vari tipi di terreno.

IL RAME

Nel medioevo il rame era ampiamente utilizzato per la produzione di gioielli e oggetti di uso quotidiano. A partire dal XIII secolo tramite l'uso del rame nella chimica si scoprirono le possibilità di impiego di diversi solfati di metalli nobili. Il vetriolo verde (solfato di rame), ad esempio, era utilizzato per la disinfezione, per l'impregnazione del legno e come fertilizzante. Il rame veniva lavorato per martellamento a freddo, il modo più semplice per ottenere una ciotola di rame consisteva nel martellare un disco che posto su un blocco di legno scavato ne dava la sagoma.

IL CALZOLAIO

I calzolai lavoravano per ore stando seduti davanti ai bischetti, i loro tipici tavolini in cui erano riposti tutti gli arnesi, e indossando un grande grembiule di pelle lungo fino alle ginocchia. Dalle loro botteghe uscivano scarpe da donna simili ai nostri sandali, con la tomaia di pelle e fili d'oro e d'argento intrecciati con delle perline, mentre per gli uomini si confezionavano stivali e gambali anche per uso militare. La maggior parte delle persone però usava zoccoli di legno o ciabatte di cencio con la suola che si annodavano con dei legacci, le più comuni dette ciantelle o pianelle simili a pantofole utilizzate in ambienti casalinghi.

MINIATURE MACCHINE AGRICOLE

Attraverso un minuzioso e paziente lavoro sono state realizzate in formato miniatura rappresentazioni di strumenti agricoli quali la trebbia, i carri da lavoro e movimento merci, i trattori e altri strumenti utilizzati per il lavoro nei campi, gli attrezzi come vanghe, picconi e pale fanno da cornice. Il mondo contadino ricopriva nel medioevo un ruolo fondamentale nella quotidianità, sia per l'aspetto alimentare che dal punto di vista economico.

MINIATURE MATTONCINO

Riproduzione in miniatura di castelli o costruzioni rurali o abitative, realizzate in mattoncino. Fedeli riproduzioni che richiamano l'attenzione del visitatore in una rappresentazione di ricchezza e nobiltà di epoche lontane, ma anche esprimenti la povertà di umili abitazioni.

MINIATURE MEZZI MOVIMENTO TERRA

Non certo rappresentative dell'epoca medievale, ma dimostrazione di quanto il progresso è riuscito a modificare negli usi del mondo terriero. Riproduzioni fedeli e anche in movimento di mezzi per il movimento terra o per la lavorazione nei campi. Miniature che affascinano e che attraggono la mente verso ricordi di un recente passato. Le miniature oggetto di questa bottega creano la contrapposizione fra le due epoche esaltando le capacità creative dell'uomo nel suo tempo.

IL CAMBIAVALUTE

In realtà una comune cassa del giorno d’oggi ove in cambio del vil denaro viene reso un servizio. Il denaro ha avuto una sua ben nota importanza anche nel medioevo, ove per essere guadagnato richiedeva sforzi notevoli e tante ore di duro lavoro. Proprio per porre freno al fenomeno dell’usura, la Chiesa a un certo punto autorizzò i frati a dare vita al Monte dei Pegni.

IL PASTORE E L’AIA

La figura del pastore è sita nell’aia, un angolo dove vivono piccoli animali da cortile come l’oca, la gallina, il gallo, il tacchino, la faraona, l’anatra, il coniglio, i pulcini e la capretta. L’aia si trovava nelle case rurali, normalmente site nei pressi del castello, in abitazione date ai contadini dal nobile possessore o dal proprietario terriero. Un angolo molto gradito ai piccini, che passano lunghi momenti a rimirare queste piccole creature simbolo di vita all’aperto.

LA DANZA

Un momento di svago, solitamente posizionato nelle vicinanze della locanda e dell’aia, racconta i rari momenti ludici dei giovani di altri tempi. Ragazzi e ragazze ballano su musiche caucasiche trasmettendo euforia e spensieratezza, quella che si viveva nei cortili e nelle piazze nei rari momenti di svago. Le giovincelle, nel mezzo della rappresentazione, invogliano i giovani spettatori a immergersi nel contesto medievale invitandoli al ballo

IL CAVALLO

Molto amato e amico dell’uomo, il cavallo ci offre spettacoli campestri e invita al battesimo della sella i più giovani, senza trascurare spettacoli equestri che rappresentano il cavaliere in armi in pura sintonia col proprio destriero. Il cavallo nel medioevo era il simbolo dei nobili cavalieri che si recavano in terra Santa alla conquista del Santo Sepolcro, così come emblema di lavoro nei campi all’ordine dei proprietari terrieri.

LA LOCANDA DEL BORGO

Un ambiente che caratterizza l’insieme delle botteghe, luogo di rilassamento e di ritrovo all’insegna della buona tavola. Interamente costruita dagli stessi Artigiani, offre al pubblico momenti di serena tranquillità, nel gustare manicaretti e bevande rallegrati da cantastorie e menestrelli. La locanda, che funziona per tutta la durate delle manifestazioni, comprende un reparto griglieria in cui vengono servite salamelle, wurstel e patatine fritte che, pur avendo poco a che fare col medio Evo, soddisfano degnamente i palati più moderni.

AREA MUSEO

Qui si possono vedere i lavori realizzati dagli artigiani nelle loro botteghe. Manufatti non cedibili che rappresentano l’impegno, la passione e le capacità del realizzarli. Oggetti in cuoio, ferro, legno, creta e vetro, manufatti in tessuto, vestiario, scarselle, cinture, ori, rame e dipinti con soggetti quali I Templari, La Gerusalemme Liberata, Federico Barbarossa, armi e tanto altro ancora. L’esposizione racconta i mestieri degli artigiani presenti con le loro botteghe. Da non perdere, uno sguardo all’opera in legno raffigurante l’Ultima Cena, realizzata dal maestro intagliatore Attilio Vedovato, recentemente scomparso.

AREA EXPO

È un’esposizione di prodotti realizzati dagli artigiani e posti in cessione a chi lo desiderasse. Normalmente la cessione avviene attraverso una tariffa offertoria, il cui ricavato viene poi destinato a un’associazione bisognosa presente nel territorio. In quest’area si possono trovare oggetti in cuoio, rame, ferro, legno, stoffa, creta, come prodotti realizzati dallo speziale o dalla fioraia e altro ancora. Un insieme di forme e colori che rendono vivace quest’area che esprime una parte del museo.

L’ENOTECA

L’angolo del piacere, ove ai più grandi viene servito del buon vino e ai piccini bibite più adatte alla loro età. L’enoteca viene presentata come una bottega, che mantiene dunque lo stile delle sue sorelle artigianali ma con in più tavoli, panche, sgabelli e lucerne peraltro realizzate dagli stessi artigiani dell’associazione.

LA BOTTEGA DEL TE’

Inserita nella stessa zona della locanda, propone un assaggio di te’ provenienti da terre diverse, raccontati nella degustazione da giovani fanciulle che ne narrano la provenienza e le caratteristiche. Il percorso del te’ viene proposto a metà pomeriggio, con l’inserimento di tisane di vario genere.